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scritto da: dott. Simone Cardarella

13 febbraio 2020

PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE (WHEY) IDROLIZZATE

La proteina del siero del latte (whey protein), è l’integratore più utilizzato dagli sportivi, soprattutto tra quelli che desiderano aumentare la loro massa muscolare.

HYDRO-PRO è un integratore alimentare ad alto contenuto proteico, ottenuto esclusivamente da proteine del siero del latte, isolate e idrolizzate.

Il processo di idrolisi enzimatica, simula ciò che avviene nello stomaco e nell’intestino, dove determinati enzimi: pepsina, tripsina, proteasi e peptidasi, scompongono le proteine in peptidi più piccoli, fino ad ottenere i singoli aminoacidi.

Un contenuto irrisorio di carboidrati e di grassi saturi associati ad ottimi livelli di dipeptidi, tripeptidi e aminoacidi liberi, rendono questo integratore il top della linea PRO. Infatti, diversi studi, hanno dimostrato che le proteine idrolizzate, contenenti principalmente dipeptidi e tripeptidi, vengono assorbite dall’intestino più rapidamente degli aminoacidi in forma libera e molto più rapidamente delle proteine intatte.

Sono ideali per chi desidera un rapido recupero dopo attività molto intense e vuole beneficiare di un maggior effetto insulinotropico, utile soprattutto dopo un pesante allenamento, quando bisogna rifornire di nutrienti i muscoli, per favorire l’anabolismo muscolare.

In passato, si riteneva che la secrezione di insulina fosse controllata quasi interamente dalla concentrazione di glucosio nel sangue. Successivamente è stato dimostrato che anche gli aminoacidi nel sangue e altri fattori, svolgono un ruolo importante nel controllo della secrezione di insulina.

HYDRO-PRO è una ricca fonte di aminoacidi essenziali (EAA) e di (BCAA) ovvero aminoacidi ramificati immediatamente disponibili.

Uno studio, ha evidenziato che l'assunzione di idrolizzati proteici e aminoacidi, in combinazione con carboidrati, può provocare un effetto insulinotropico fino al 100% maggiore rispetto all'assunzione di soli carboidrati.

Essendo delattosate, sono ben tollerate anche da chi ha problemi con il lattosio. Sono prive di glutine e utilizzano come edulcolorante il sucralosio, il quale non apporta calorie.

Rispetto alle classiche proteine in polvere, quelle idrolizzate, sono maggiormente tollerate a livello gastro-intestinale e vengono assorbite molto rapidamente.

Uno studio, ha dimostrano un picco di aminoacidi nel sangue già 20 minuti dopo l’ingestione, ovviamente i tempi possono allungarsi in quanto tutto dipende dalle capacità digestive individuali.

Consiglio l’assunzione di 30 grammi di proteine, pari a 3 misurini in 250 ml di acqua.

La quantità di proteine assunte dagli integratori, deve rientrare nel computo complessivo di proteine introdotte giornalmente, per non correre il rischio di abusarne inutilmente.

Le HYDRO-PRO sono particolarmente indicate nel post-workout.

SUPERA I TUOI LIMIT

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Bibliografia

-Boire Y, et al. (1997) Slow and fast dietary proteins differently modulate postprandial protein accretion.

-Calbet JA, MacLean DA. (2002) Plasma Glucagon and Insulin Responses Depend on the Rate of

Appearance of Amino Acids after Ingestion of Different Protein Solutions in Humans

-Kanda A. et al. (2013) Post-exercise whey protein hydrolysate supplementation induces a greater

increase in muscle protein synthesis than its constituent amino acid content.

-Manninen AH. (2004) Protein hydrolysates in sports nutrition

-Morifuji M et al. (2013)Preexercise ingestion of carbohydrate plus whey protein hydrolysates

attenuates skeletal muscle glycogen depletion during exercise in rats.

-Morifuji M et al. (2011) Post-exercise carbohydrate plus whey protein hydrolysates

supplementation increases skeletal muscle glycogen level in rats.

-Manninen AH. (2004) Protein hydrolysates in sports and exercise: a brief review.

-Renè Coopman et al. (2009) Ingestion of a protein hydrolysate is accompanied by an accelerated in

vivo digestion and absorption rate when compared with its intact protein.

-Thomson RL, Buckley JD. (2011) Protein hydrolysates and tissue repair.

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scritto da: dott. Simone Cardarella

13 febbraio 2022

CONSULENZA NUTRIZIONALE PER SOCIETA' SPORTIVE​

L’aspetto nutrizionale degli atleti è fondamentale, soprattutto per le società sportive che vogliono raggiungere risultati di prestigio.

Oggi, si da grande importanza alla valutazione funzionale dell’atleta, come parametro della performance, viene usata l’antropometria con calcolo della massa grassa e magra e calcolo dell’idratazione corporea.

L’analisi dell’impedenza bioelettrica è una tecnica moderna che ha lo scopo di valutare la composizione corporea ed aver un ruolo predittivo della capacità di performance (recupero e supercompensazione) e preventivo degli infortuni indiretti.

La variazione della composizione corporea rappresenta un indicatore di performance sportiva e può indicare le strategie nutrizionali da adottare in tema di idratazione corporea, mantenimento massa muscolare e perdita in quantità di massa grassa

In uno studio che ho effettuato su atlete di serie A1 di pallanuoto, grazie alla bioimpedenziometria mi è stato possibile valutare lo stato di idratazione delle atlete, considerando la tipologia dello sport, durante gli allenamenti e la competizione, molte atlete non avvertono il senso della sete e quindi vanno incontro a disidratazione.

Con un’attenta alimentazione è possibile prevenire la disidratazione, un eccesso di massa grassa e la minor o assenza di perdita di massa magra durante il percorso della stagione agonistica.

Educare le atlete ad una migliore alimentazione durante la settimana, con una quantità maggiore di frutta e verdura e una assimilazione di acqua prima, durante e dopo gli allenamenti è stato fondamentale per ristabilire nella media della squadra i valori di idratazione corporea i quali coincidono con l’aumento della massa grassa.

Nei consigli dati alla squadra oltre che consigliare una corretta alimentazione in funzione degli allenamenti e competizione, razione alimentare personalizzata.

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scritto da: dott. Simone Cardarella

06 febbraio 2022

INSULINA E DIMAGRIMENTO

L’insulina è un’ ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas, favorisce il trasporto e l’immagazzinamento del glucosio nelle cellule del muscolo scheletrico, del tessuto adiposo e del fegato, dove può essere utilizzato come fonte energetica. L’insulina, viene messa in circolo ogni volta che introduciamo una fonte di carboidrati, ed in modo più limitato con proteine e grassi.

Carboidrati ad elevato IG stimolano un rilascio maggiore, ma oltre all’indice glicemico, bisogna considerare anche il carico glicemico.

Se stiamo facendo una dieta per dimagrire bisogna evitare un eccesso di insulina in quanto oltre a limitare l’utilizzo dei grasso ne fa accumulare altro, infatti, se l’insulina viene riversata in circolo in grandi quantità, la glicemia si abbassa rapidamente e scende sotto i livelli normali (ipoglicemia reattiva post-prandiale), l’organismo di conseguenza aumenta la secrezione di glucagone, il quale interviene rapidamente stimolando il senso della fame per riportare nella norma i livelli glicemici.

Si crea cosi un circolo vizioso e la maggior parte del glucosio introdotto nelle cellule finisce per essere trasformato in grasso. Quindi, alimenti glucidici ad elevato indice glicemico inducono la sintesi di grassi in misura maggiore rispetto a quelli dall’IG più ridotto, inoltre ,l'aumentata richiesta di insulina, porta nel tempo ad un progressivo declino funzionale delle cellule ß del pancreas (deputate alla produzione di insulina) con aumento della glicemia a digiuno (IFG) e un’alterata glicemia a digiuno spiana la strada al diabete di tipo II.

Evitare latte vegetale o meglio bevande vegetali ricche di zuccheri aggiunti, guardare l’etichetta e scegliere quella con carboidrati inferiori a 8 grammi su 100 grammi e che contenga da un minimo di 5% ad un massimo di 15-18% del prodotto in questione. Limitare dolci e derivati da farine raffinate.

Non esagerare con le porzioni per quanto riguarda pane, pasta, patate.

Prediligere cereali, legumi, frutta, ortaggi.

Dott. Simone Cardarella

Salute e performance

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scritto da: dott. Simone Cardarella

06 febbraio 2022

GRELINA

Il meccanismo che regola la fame è molto complesso e ancora non ben definito, 

E’ bene nominare anche la sensazione opposta, cioè la sazietà per ricollegarci a ciò che ho scritto nell' articolo precedente, (vedi post leptina).

Sul centro della fame agisce la Grelina, su quello della sazietà la Leptina, e l’Insulina.

La Grelina, detta ormone della fame, viene secreto principalmente dalle cellule del fondo dello stomaco e stimola la ricerca di cibo.

L’insorgenza di fame o di sazietà è regolata a livello dell’ipotalamo, il quale a seconda dei segnali ricevuti, attiva un’azione oressigena o viceversa anoressigena ovvero voglia di assumere cibo oppure no.

I livelli plasmatici (nel sangue) sono molto alti a stomaco vuoto e viceversa si abbassano dopo aver mangiato, ma l’aumento è dato anche dallo stress.

Grelina, insulina e leptina sono intimamente connessi tra di loro.

Sovrappeso, obesità, anoressia e bulimia, se protratti nel tempo, mandano in tilt i meccanismi che regolano il senso dell’appetito e richiedono molto tempo per per tornare alla normalità.

Secondo alcune teorie, i centri della fame e della sazietà siano legati ai livelli ematici di glucosio o di acidi grassi liberi circolanti.

La prima teoria, porta a pensare che bassi livelli di glucosio nel sangue o una deplezione di glicogeno epatico e muscolare provocano una minore produzione di insulina e di conseguenza si ha un aumento della grelina, quest’ultima, una volta raggiunto l’ipotalamo stimola una risposta oressigena, stimolando l’appetito.

Finito di mangiare, si ha una maggior produzione di insulina e di leptina e di conseguenza la grelina si abbassa e ci si sente sazi e non più affamati.

Un’altra corrente di pensiero considera le nostre riserve lipidiche, ovvero, in caso di un eccessivo consumo di grassi come avviene in caso di digiuno, il corpo va in allarme e attiva la via oressigena appena descritta, quindi in questo caso non sono i bassi livelli di glucosio ad attivare la fame, ma un eccessivo consumo di grasso.

In certi individui obesi, si ricorre alla chirurgia bariatrica, la quale modifica il metabolismo corporeo regolando i livelli di ormoni, inclusa la grelina, escludendo dall’apparato digerente la zona che la produce.

Una situazione opposta è l’insorgenza di un precoce senso di sazietà o inappetenza dovuta ad ansia e depressione, questa situazione porta ad una perdita di peso.

Cosa fare in caso di inappetenza ?

Mangiare quando lo stimolo della fame si fa sentire, senza aspettare.

Preferire alimenti calorici ma sani, carne, pesce, uova.

Portarsi sempre uno spuntino, frutta secca, frutta fresca, succhi di frutta( di frutta non di zucchero).

Fare attività fisica , in quanto diminuisce i livelli di stress ed ansia.

Dott. Simone Cardarella

Salute e performance

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scritto da: dott. Simone Cardarella

06 febbraio 2022

LEPTINA

Diversi studi sono stati rivolti alla ricerca di una spiegazione dei meccanismi alla base dell’obesità.

Si è visto che un un ruolo specifico è dato dalla leptina, un ormone prodotto principalmente dal tessuto adiposo e che i suoi livelli in circolo riflettono la quantità di grasso corporeo.

Tanto più gli adipociti sono pieni di grasso, tanta più leptina viene prodotta.

La funzione principale di questo ormone è quella di inviare dei segnali cosi da regolare il senso di fame.

Durante il digiuno, i livelli di leptina in circolo diminuiscono e di conseguenza viene stimolato l’appetito e il dispendio energetico si riduce.

Se invece mangiamo di più, si ingrassa e gli adipociti producono più leptina, diminuisce il senso di fame e aumenta il dispendio.

La quantità di leptina in circolo, essendo proporzionale alla quantità di tessuto adiposo, non dovrebbe permettere ad un soggetto di aumentare di peso, se non fosse per il fatto che nei soggetti obesi la presenza di un eccessivo quantitativo di leptina, porta ad una leptino-resistenza, ovvero questo ormone, non è più in grado di svolgere la sua funzione.

Quindi, maggiore è il grasso nella persona, minore è l’efficacia dell’ormone della sazietà.

In questi casi, come prima cosa, bisogna perdere qualche chilo, facendo un minimo di esercizio fisico, camminare per 30 minuti al giorno e fare un po' di pesi, in quanto più aumenta il muscolo e più diventa semplice dimagrire.

Per migliorare la sensibilità alla leptina con l’alimentazione, può essere utile mangiare verdure, carboidrati integrali, grassi buoni, ovvero pesce azzurro, semi e soprattutto non fare pasti abbondanti.

Negli spuntini prediligere frutta fresca, secca o yogurt, piuttosto che snack calorici.

“Nulla è difficile per coloro che hanno la volontà.”

Dott. Simone Cardarella

Salute e performance